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Nascere in Sardegna o su Real TV

Lettera all’assessore all’Igiene, Sanità e Assistenza Sociale

 

Oristano 21 Marzo 2015

 

Alla cortese attenzione dell’Assessore all’Igiene, Sanità e Assistenza Sociale, Dottor Luigi Benedetto Arru

e p. c. – al MAMI Movimento Allattamento Materno Italiano

all’IBFAN International Baby Food Action Network

alla CIANB Coalizione Italiana per l’Alimentazione dei Neonati e dei Bambini

al Gruppo No Grazie Pago Io

 

Gentile Assessore Arru, siamo una rappresentanza delle  madri della Sardegna che, in occasione del Primo Raduno dei Gruppi di auto aiuto regionali, si sono riunite oggi qui a Oristano partendo da questa riflessione. “Chi più delle donne, delle madri di famiglia, si preoccupa e si occupa di mantenere in salute i propri cari? Chi, più di loro, è interessato a farlo nella maniera più informata, efficace, semplice ed economica? In Sardegna da molti anni diversi gruppi di madri cercano di riscoprire e tramandare i saperi autentici sulla maternità e di far riemergere le loro intrinseche potenzialità di dare alla luce, allattare e accudire i loro bambini. Sempre maggiori evidenze scientifiche mostrano il ruolo inalienabile delle madri nel tutelare la salute dei bambini e della comunità tutta, a breve e lungo termine”. E con questi obbiettivi: riconoscere il valore del mutuo aiuto, condividere le esperienze, rafforzare i legami.

 

Gentile Assessore Arru, come madri siamo consapevoli di quanto gli operatori sanitari abbiano a cuore la nostra salute e quella dei nostri figli e delle nostre figlie e li rispettiamo perché si prodigano quotidianamente per salvaguardarla e proteggerla. Nel  rendere partecipe Lei e la Regione Sardegna di questo nostro primo incontro regionale intendiamo cogliere l’occasione per comunicarLe una nostra preoccupazione. Tra qualche giorno si terrà a Cagliari il Convegno “Nascere in Sardegna” che ha il Patrocinio della Società Italiana di Neonatologia e dell’Azienda Ospedaliera Brotzu. É con perplessità che vediamo tra le aziende che supporteranno il Congresso varie ditte produttrici di alimenti per l’infanzia, seppure sotto la dicitura “non condizionante”. Abbiamo il timore che questo evento vìoli il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (Art.7.5 e Art.7.1) e le successive Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità (49.15, 58.32, 61.20).

 

Crediamo che questo momento storico abbia messo in evidenza i rischi che si possono correre quando si configura un conflitto di interesse in sanità. Non possiamo fare a meno di manifestare le nostre preoccupazioni sulle conseguenze che potrebbero avere i finanziamenti da parte di tali aziende ai congressi sulla salute infantile. Ci domandiamo in che modo e secondo quali indicatori si valuti il “non condizionamento” degli operatori e chi vigili perché le politiche di salute siano affrancate da tale condizionamento. Temiamo che queste  iniziative da parte di produttori di sostituti del latte materno abbiano ricadute negative sia sulla salute dei bambini per la riduzione delle percentuali e della durata degli allattamenti esclusivi (tassi che sino ad oggi la Sardegna non ha raccolto in maniera sistematica), sia sui bilanci delle famiglie per il ricorso a formule artificiali. Inoltre sappiamo che potrebbero comportare maggiori spese anche per il sistema sanitario e sociale per le conseguenze dei mancati allattamenti, anche relativamente alla salute di noi donne e dell’ambiente, oltre che a quella dei bambini.

 

Con questa nostra lettera chiediamo che l’Assessorato da Lei presieduto si faccia carico di vigilare sul rischio di conflitti d’ interesse nell’area della salute Materno Infantile e che attivi, nel modo da Lei identificato più idoneo, Percorsi di Protezione della Fisiologia della Nascita e dell’ Allattamento secondo le raccomandazioni dell’ OMS.

 

Fiduciose nella Sua considerazione, La salutano con cordialità,

(seguono 91 firme di mamme da tutta la Sardegna)

 

 

 

Lettere alla presidente della Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO)

 

27 Marzo 2015

 

Gent.ma dott.ssa Maria Vicario,

 

Riceve questo scritto da parte di un coordinamento di gruppi di mamme che sostengono altre mamme nell’allattamento e nella maternità. Desideriamo esprimerle il nostro disappunto a proposito del prossimo programma dell’emittente Real Time, ‘Quando nasce una mamma’, una sorta di reality, sponsorizzato da una nota ditta produttrice di ciucci e biberon, che ha per protagoniste tre ostetriche nel loro accompagnare otto donne “nel duro ed entusiasmante periodo del post partum”. Nella pubblicità del reality, le immagini che accompagnano la descrizione delle professioniste le propongono serenamente ritratte con un bel biberon accostato ad uno smagliante sorriso.

 

Come donne e mamme alla pari, che si dedicano ad aiutare altre donne, non possiamo non provare una triste sensazione di tradimento ed abbandono. Non è forse l’ostetrica quella figura che dovrebbe accudire ed accompagnare amorevolmente una donna durante il periodo più bello e stravolgente della sua vita? Non dovrebbe, forse, essere quella delicata ma costante presenza che protegge ed accudisce la diade mamma-bambino e che trasmette alle donne l’antico sapere e l’ancestrale consapevolezza delle donne? Non dovrebbe essere prima professionista, tra tutte, a proteggere e promuovere il più intimo contatto di amore e nutrizione quale è l’allattamento? E infatti molte di noi conoscono ostetriche così, “angeli custodi” del periodo perinatale, preziose alleate di noi mamme.

 

Abbiamo appreso con gioia e senza stupore l’inserimento nel vostro codice deontologico del rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, e ora saremmo molto deluse nel non vedere una presa di posizione chiara nei confronti di questa trasmissione e delle sue protagoniste. Noi donne vi vogliamo fortemente al nostro fianco purché competenti, libere e non offuscate dal marketing.

 

Roberta Brucoli ed Erika Antoniazzi per il coordinamento gruppi mamme a sostegno dell’allattamento (seguono le firme di 39 gruppi di mamme da tutte le regioni d’Italia)

 

 

 

PS La presidente della FNCO aveva già accolto questa protesta, oltre a quella di numerosi gruppi di ostetriche, a cominciare da alcune docenti dell’Università Bicocca di Milano, ed aveva emanato pochi giorni prima un comunicato stampa di critica alla ditta produttrice della trasmissione (Chicco/Artsana) e di disapprovazione del comportamento delle tre ostetriche che hanno accettato di esserne le protagoniste. Questo il contenuto del comunicato stampa:

 

“La Federazione nazionale delle ostetriche (FNCO) sostiene il Codice internazionale per l’allattamento al seno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – Unicef ed è pronta ad avviare campagne di sensibilizzazione affinché in tutti i punti nascita, consultori e servizi alla maternità si promuova l’allattamento materno e sempre più donne vengano indirizzate e sostenute nell’allattare al seno, per un periodo che superi i primi 6 mesi e arrivi al primo anno di vita del neonato.”

 

“L’ostetrica/o promuove l’allattamento al seno e supporta il ruolo genitoriale, sostiene e diffonde la donazione volontaria del latte materno. L’ostetrica/o altresì aderisce al Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, ne promuove il rispetto delle norme e s’impegna a denunciarne eventuali violazioni”.

 

La FNCO ricorda inoltre che gli operatori sanitari non devono accettare compensi o farsi promotori di alimenti per lattanti o di altri prodotti, come presidi e attrezzature per la loro preparazione e consumo, eccetto quando necessario nell’ambito di una valutazione professionale o ricerca a livello istituzionale e che la partecipazione al programma televisivo delle tre ostetriche, riprese con in mano prodotti del marchio sponsor, “lede l’immagine stessa della professione veicolando un messaggio sbagliato e violando palesemente il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte materno, elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef”.

 

“Anche i fabbricanti e distributori – ha sottolineato Vicario – devono aderire ai principi del Codice che è già stato violato più volte in passato dallo sponsor del programma televisivo”.

 

“La FNCO auspica che simili episodi non si abbiano più a verificare, nell’interesse della salute delle donne, dei bambini e della categoria tutta.