Alimentazione biologica: perché negare i suoi benefici?

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Lo scorso 13 aprile è andata in onda su La7 la trasmissione televisiva “Di Martedì”, in cui è stato intervistato il professor Silvio Garattini sulla corretta alimentazione.

Il dottor Garattini ha sostenuto, durante la trasmissione, che i cibi biologici solo solo più costosi degli altri, sono “autoreferenziali” e la ricerca non ne avrebbe dimostrato i vantaggi. Nella sua esposizione, Garattini non ha tenuto alcun conto dei numerosi lavori scientifici che attestano, viceversa, un migliore profilo nutrizionale degli alimenti biologici nonché, ovviamente, una minor presenza di pesticidi.

L’Associazione Medici per l’Ambiente ha deciso di ribattere all’intervento di Garattini, forte dei vari studi epidemiologici che hanno mostrato, ad esempio, una riduzione del rischio di eclampsia e di ipospadia su chi segue un’alimentazione biologica in gravidanza, e su diversi lavori pubblicati che confermano la presenza nei cibi biologici di maggiori livelli di polifenoli e minori residui di pesticidi.

Come hanno ribadito i medici del gruppo di lavoro ISDE sui pesticidi: “Ci chiediamo come il Dottor Garattini possa trascurare la crescente ed imponente mole di letteratura scientifica che documenta la pericolosità dell’esposizione cronica a dosi  piccole di pesticidi che – secondo l’ultimo Rapporto EFSA – sono ormai presenti in quasi la metà dei cibi che arrivano sulle nostre tavole e in più del 27% dei casi sotto forma di residui multipli.

Una risposta molto articolata e supportata da dati evidenti quella dei medici ISDE che vi invitiamo a leggere per informarvi sui reali benefici che può portare al nostro organismo e all’ambiente un’alimentazione biologica.

 

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Firenze 29 aprile: seminario: La governance del rischio e le procedure di VIS

imagesMercoledì 29 Aprile 2015 dalle ore 14.30 (aula 32) – Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Statistica,Informatica, Applicazioni “Giuseppe Parenti”

La governance del rischio e le procedure di VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) in Italia
ore 14.30
Giancarlo Sturloni (International School for Advanced Studies, SISSA, Trieste)

Statistiche ufficiali, social media e big data
ore 15.30
Kathleen Ruff (International Joint Policy Committee of the Societies of Epidemiology,IJPC-SE)


Il 29 aprile ore 14,30-17,30 ci sarà la presentazione da parte del Dr Giancarlo Sturloni, vincitore del Bando per la ricerca sulla VIS (Valutazione di Impatto Sanitario), della prima fase del suo lavoro col seminario: “La governance del rischio e le procedure di VIS in Italia”
Interverranno anche il prof Annibale Biggeri (Università di Firenze), Adriana Pagliai (Medicina Democratica ONLUS) e Marco Caldiroli (Medicina democratica ONLUS).
Sono invitati singoli, comitati e associazioni per la difesa dell’ambiente.


“La governance del rischio e le procedure di VIS in Italia”
La Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) è uno strumento importante nei processi decisionali che implicano rischi per l’ambiente e la salute pubblica, pensato per favorire scelte condivise a beneficio della collettività. Tuttavia, affinché ciò possa realizzarsi, la VIS deve svilupparsi nell’ambito di un processo decisionale trasparente, informato, inclusivo e dialogico. Solo in questo modo non si ridurrà a una procedura tecnica impiegata per giustificare decisioni già prese, eludendo ogni valenza democratica e generando sfiducia verso le istituzioni. Tra le discipline che da più tempo studiano come mettere in pratica un processo partecipato in ambito medico-scientifico, affrontando la complessità sociale dei fenomeni associati ai rischi per la salute e per l’ambiente, spicca la Risk Communication. Sebbene ancora poco conosciuta e poco praticata in Italia, a livello internazionale la Risk Communication è una disciplina essenziale nei processi di governance al fine di informare i cittadini, facilitare un confronto dialogico fra gli stakeholder e favorire scelte partecipate su questioni vitali come i rischi sanitari e ambientali. Il presente progetto di ricerca si propone di illustrare – anche attraverso l’analisi di case studies tratti dalla letteratura internazionale, evidenziando le best practices dei diversi approcci – come la VIS possa essere ripensata a sostegno di processi decisionali realmente partecipati attingendo alle più recenti conoscenze maturate nell’ambito degli studi sulla governance e sulla comunicazione del rischio. Si intende in tal modo offrire uno strumento analitico e concreto per migliorare l’efficacia dei processi di VIS a tutela della salute pubblica e dell’interesse collettivo, integrando le diverse percezioni del rischio, la complessità delle conoscenze tecnico-scientifiche e i diritti delle comunità esposte.


Giancarlo Sturloni è attualmente consulente per progetti di comunicazione istituzionale nell’ambito della promozione della salute, della comunicazione del rischio e nella pratiche partecipative ai processi decisionali. Svolge una importante attività didattica, in particolare come organizzazione e docenze di corsi di alta formazione sulla comunicazione pubblica rivolti a ricercatori e professionisti impegnati in ambito scientifico, sanitario e ambientale.
Giornalista scientifico ha pubblicato su L’Espresso, La Stampa, Le Scienze, Sapere, Galileo, Rai su tematiche di scienza, tecnologia, salute e ambiente. Ha lavorato con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste nell’ambito del Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico”.
Laureato in Fisica dei Biosistemi, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza e Società, con curriculum in Comunicazione della Scienza, conseguito presso l’Università degli Studi di Milano nel 2010 e il Master in Comunicazione della Scienza conseguito presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste nel 2002. I suoi interessi principali vertono sulla Comunicazione del rischio, le Pratiche di partecipazione ai processi decisionali, la Governance della scienza, l’Analisi di contenuto dei mass media, i Modelli di comunicazione pubblica della scienza.
È vincitore del bando di Medicina Democratica in memoria di Michelangiolo Bolognini per uno studio delle pratiche di Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS) in Italia.

Nella seconda parte del seminario interverrà Kathleen Ruff la militante per i diritti umani, e per un ruolo degli scienziati nella difesa dell’integrità della scienza e della salute pubblica; è militante CONTRO LA VENDITA DA PARTE del suo paese, il Canada, di AMIANTO ai paesi in via di sviluppo.

Kathleen Ruff has worked in the field of human rights for many years, holding leading positions both inside government and in civil society organisations. She was Director of the British Columbia Human Rights Commission and Director of the Court Challenges Program, a multi-million dollar Canadian government program that funded precedent-setting cases on equality rights and minority language rights under the Canadian constitution. She was the founding Editor and Publisher of the Canadian Human Rights Reporter. She is the Founder of RightOnCanada.ca, a citizens’ internet website that promotes the public interest and social justice. Her 2008 report, Exporting Harm: How Canada markets asbestos to the developing world, brought to public attention the harmful role that Canada was playing in exporting asbestos overseas and in financing asbestos industry propaganda. Working with scientists, civil society organizations, asbestos victims and trade unions in Canada and around the world, she conducted a successful campaign to end Canada’s asbestos trade. She was the founding Coordinator of the Rotterdam Convention Alliance, which represents environmental and health organizations around the world working to defend and promote the Rotterdam Convention, which governs trade in hazardous chemicals. In 2011, she received the Canadian Public Health Association’s National Public Health Hero Award for her work in mobilizing the scientific community to challenge the asbestos industry’s distortion of scientific evidence and to call for an end to Canada’s asbestos mining and export. In 2013, she was given a Special Award by the Collegium Ramazzini to honor her steadfast and effective advocacy in the international effort to ban the ongoing use of asbestos and to promote better occupational and environmental health protections throughout the world. She is Senior Human Rights Adviser to the Rideau Institute and a Director of the Northwest Institute for Bioregional Research, which has been working towards social and ecological sustainability in Northwest British Columbia for two decades. Her writing has been widely published in the media and in scientific and other journals. She is an adviser to the International Joint Policy Committee of Societies of Epidemiology. She has spoken at conferences around the world, particularly on the issue of ethics, public health policy and advocacy.

“Role of scientists to defend the integrity of science and public health policy”

When the scientific evidence is distorted so as to serve vested interests and to endanger public health, what responsibility do scientists and scientific organisations bear? Those most at risk of harm from hazardous substances are frequently those segments of the population who lack economic and political influence and thus have little ability to demand the necessary health protections. Scientists have the credibility to demand evidence-based publlc health policy that protects the right to health of all citizens.


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Intervista a Videomedica

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Riportiamo l’articolo e l’intervista di Videomedica.org (http://www.videomedica.org/videomedica/?p=11804)

La “carta di Bologna” sancisce la nascita della “Rete sostenibilità e salute”. La sostenibilità delle scelte socioeconomiche, industriali e di vita di tutti i giorni è una necessità che oltre ridurre i costi sanitari migliora la nostra salute – Intervista a JEAN LOUIS AILLON portavoce della “rete sostenibilità e salute”

Il 14 giugno 2014 viene presentata la “Carta di Bologna per la sostenibilità e la salute” e nasce la “rete sostenibilità e salute”. La rete è costituita non solo da associazioni che si occupano di sanità ma da un’ampio spettro della società civile ed è volta a proteggere, promuovere e tutelare la salute attraverso una visione complessiva della salute e del vivere in modo sostenibile.

Jean-Louis Aillon è medico, specializzando in psicoterapia dinamica adleriana, Vicepresidente del Movimento per la Decrescita Felice e referente del gruppo tematico “Decrescita e Salute”. È stato fondatore e presidente del circolo della Decrescita Felice di Torino e del Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta. A livello di ricerca, si interessa principalmente dei temi inerenti la decrescita, la salute (in particolare nell’ambito dell’etnopsichiatria critica e della psichiatria culturale) e i giovani. Ha scritto il libro “La Decrescita, i giovani e l’utopia. Comprendere le origini del disagio per riappropriarci del nostro futuro”