DICO 32! SALUTE PER TUTTE E TUTTI! UNA CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

DICO 32! SALUTE PER TUTTE E TUTTI!
UNA CAMPAGNA PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Per la Costituzione italiana (Art. 32), la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività.

Sappiamo che la nostra salute dipende da tanti fattori, come l’ambiente in cui viviamo e i diritti e i servizi a cui abbiamo accesso (casa, lavoro, reddito, istruzione, sanità, spazi di socializzazione…), tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Sappiamo anche che, oggi, la salute non è uguale per tutte e tutti, e che malattia e mortalità colpiscono maggiormente le persone appartenenti alle classi sociali più svantaggiate. I cambiamenti climatici e le minacce ambientali legate all’attuale sistema produttivo non fanno che aumentare queste disuguaglianze e compromettono la sostenibilità nostra e del pianeta.
In questi anni di crisi economica, le politiche di austerità messe in atto dai governi di tutta Europa hanno aumentato le disuguaglianze sociali e quindi di salute: sotto i diktat europei del pareggio di bilancio sono stati attaccati i sistemi di welfare costruiti con le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici dal dopo guerra, proprio quando sarebbe stato necessario investire maggiormente nella protezione sociale per tutelare la popolazione. Mentre le risorse destinate alle pericolose spese militari aumentano di anno in anno, quelle assegnate alla salute sono state sistematicamente ridotte, e questo ha portato ad un peggioramento della qualità e dell’accessibilità dei servizi, delle condizioni di lavoro in sanità, dei risultati in salute. Ne hanno fatto le spese in particolare le donne, con il ridimensionamento dei consultori e le pesanti restrizioni in tema di interruzione volontaria della gravidanza, così come i servizi di prevenzione nei luoghi di lavoro e i servizi rivolti alle fasce più deboli della popolazione, come la salute mentale, i servizi per i disabili e le persone malate croniche e non autosufficienti. I valori fondamentali di universalismo e solidarietà, propri del Servizio Sanitario Nazionale, sono stati sostituiti da logiche aziendali di efficienza, contenimento dei costi, tutela di interessi privati e non del bene collettivo.

Alla sistematica riduzione dell’impegno pubblico corrisponde un’espansione senza precedenti dell’offerta privata di servizi e di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche, sempre più inserite nei contratti di lavoro e agevolate da politiche statali di defiscalizzazione. Tutto questo sta portando a un sistema segmentato e diseguale: da un lato, un servizio sanitario pubblico “al ribasso” per i meno abbienti (o per chi non ha una sufficiente tutela contrattuale); dall’altro lato, una sanità privatizzata differenziata a seconda dei benefit previsti dai contratti lavorativi o per chi se la può pagare.

Eppure è stato dimostrato che i sistemi sanitari pubblici sono più efficaci di quelli privati: offrono maggiori garanzie nella tutela della salute, e sono meno costosi per la collettività. Per esempio, sono gli unici a occuparsi di prevenzione e promozione della salute, ambiti che non generano profitti e quindi non sono interessanti per il mercato. Inoltre, un serio intervento sulla salute collettiva e individuale coinvolge necessariamente una serie di ambiti (lavoro, istruzione, ambiente…) che, lasciati come oggi alla gestione di privati in concorrenza tra loro, non potranno mai generare una politica della salute organica.

Vogliamo dire a chi fa profitti sulla nostra salute, e alla macchina statale che li aiuta, che noi abbiamo altri obiettivi e non ci fermeremo fino a che non li avremo raggiunti: NO alla mercificazione della salute, SI al suo miglioramento per tutte e tutti.

Nel metterci in movimento, guardiamo a chi è già impegnato a costruire resistenza e alternative, come i movimenti delle donne, per il diritto all’abitare, per l’acqua pubblica come bene comune, per la sovranità alimentare e la difesa dei territori, contro i trattati di libero commercio; movimenti con cui vogliamo costruire alleanze strategiche che ci aiutino a fare fronte comune. Guardiamo anche all’Europa e agli altri Paesi del mondo, le cui popolazioni vivono problemi simili ai nostri e con le quali ci impegniamo in azioni di solidarietà e rete.

Lanciamo la campagna nazionale per il diritto alla salute “DICO 32! Salute per tutte e tutti!”, con richiamo sia all’articolo 32 della Costituzione, sia al ribaltamento del ‘dica 33’ medico: un invito a prendere parola non solo per bloccare la privatizzazione della salute, ma anche per progettare e costruire un servizio sanitario nazionale realmente universale e democratico, inserito in una società giusta e in un ambiente salubre.

Proponiamo la data del 7 aprile, giornata mondiale della salute e giornata europea contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità, come un primo momento di convergenza e mobilitazione per dire insieme che LA SALUTE È UN DIRITTO, E NON È IN VENDITA.

I NOSTRI PRINCIPI

Noi associazioni, comitati, gruppi e reti, attivi nella difesa del diritto alla salute a livello locale, regionale e nazionale, aderenti alla campagna nazionale “DICO32! Salute per tutte e tutti!”, ci riconosciamo nei seguenti principi:

La tutela della salute è un diritto umano fondamentale e non una fonte di profitto. I servizi sanitari devono essere perciò protetti da conflitti di interesse e da ogni logica di mercato.

Ogni politica pubblica a tutti i livelli istituzionali deve essere mirata al mantenimento della salute come benessere psicofisico e sociale: oltre alla tutela dell’ambiente in generale, la cura del territorio e delle città, la conversione ecologica dell’industria, dell’agricoltura e della distribuzione commerciale, la mobilità sostenibile, la produzione energetica da fonti rinnovabili, la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, case adeguate a canone sociale per i ceti popolari, il riconoscimento dei diritti sociali, civili e di autodeterminazione.

Garantire prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci, accessibili a tutte e a tutti senza vincoli di cittadinanza o residenza, è una responsabilità dei governi, che devono investire risorse adeguate. Il finanziamento dei servizi di tutela della salute deve essere di tipo progressivo, basato sulla fiscalità generale e sul principio di redistribuzione delle risorse in base ai bisogni.

Le persone, attraverso una partecipazione democratica, organizzata e riconosciuta devono giocare un ruolo attivo nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute locali, nazionali e globali. La vera malattia, infatti, è la mancanza di partecipazione.

I NOSTRI OBIETTIVI

1. Sostenere la salute, non ciò che la distrugge
Aumento almeno del 10% del Fondo Sanitario Nazionale e lotta alle inappropriatezze e agli sprechi.
Abrogazione del pareggio di bilancio di cui all’articolo 32 della Costituzione e blocco delle spese distruttive come la produzione bellica e gli investimenti in opere inutili e dannose, per tornare a investire in istruzione, sanità, politiche sociali e abitative e di tutela ambientale.
Rispetto degli impegni dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni e per il contrasto ai cambiamenti climatici.

2. Un servizio di qualità che risponda ai bisogni
Centralità alla prevenzione e ai servizi territoriali (consultori, per la salute psicofisica dell’età evolutiva, per la salute nei luoghi di lavoro, per la salute mentale), che devono essere vicini alle persone, collegati con gli ospedali e integrati con i servizi sociali, accessibili a tutte e tutti e dotati di personale qualificato e sufficiente.
Assegnazione delle risorse alle regioni e ai territori in base a indicatori di deprivazione sociale e bisogni di salute, non soltanto alla numerosità e all’anzianità della popolazione.
Rinnovo dei contratti del personale sanitario con istituzione del contratto unico, superamento del precariato e assunzione di personale in relazione ai bisogni dei territori.
Ritorno alla gestione diretta dei servizi esternalizzati, che soprattutto nel medio e lungo periodo hanno costi superiori e qualità più scadente rispetto ai servizi gestiti direttamente dalle strutture pubbliche.
Abolizione dei sistemi di finanziamento basati sulle prestazioni, che pagano la malattia e non la salute.

3. Piena accessibilità alle cure
Abolizione del super-ticket e dei ticket.
Garanzia di accesso alle cure che devono essere efficaci e di qualità.
Sospensione del brevetto, come previsto dagli accordi internazionali, se il prezzo dei farmaci chiesto dai produttori è eccessivo.
Garanzia di accesso ai servizi con abolizione delle liste di attesa. Abolizione della libera professione intra (ed extra) muraria.
Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale di tutte le persone che dimorano sul territorio nazionale. Nello specifico, applicazione dell’accordo Stato-Regioni sull’accesso ai servizi delle persone straniere, garantendo criteri di assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale.

4. La salute nelle mani delle persone
Obbligo di trasparenza per le aziende sanitarie, con pubblicazione di bilanci sociali, di missione ed economici.
Introduzione di forme di partecipazione democratica alle decisioni in materia di politica sanitaria e gestione dei servizi a tutti i livelli, che coinvolgano sia chi utilizza i servizi che chi vi lavora.

5. Nessun profitto sulla salute
Abolizione delle agevolazioni fiscali per le assicurazioni e i fondi sanitari.
Rifiuto dell’inserimento nei contratti collettivi nazionali di lavoro delle coperture sanitarie assicurative.
Superamento della gestione aziendalistica dei servizi sanitari con trasformazione delle aziende sanitarie in agenzie pubbliche con obiettivi di salute.

6. Ricerca e innovazione dove servono
Finanziamento della ricerca indipendente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, centrata su problemi prioritari per la salute pubblica.
Creazione di un’azienda pubblica per la produzione dei farmaci e vaccini.
Formazione adeguata e aggiornamento continuo obbligatorio del personale sanitario, indipendentemente dal rapporto di lavoro, finanziato da un fondo vincolato.

#dico32 #salutepertuttei #7aprile #healthforall

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SCARICA APPELLO IN FORMATO PDF: CLICK QUI

PER ADESIONI: http://setteaprile.altervista.org/730-2/




Incontri sulla sanità a Brescia

Segnaliamo due importanti e interessanti incontri organizzati da Medicina Democratica a Brescia per il 5 e il 13 maggio sulla sanità con gli interventi di Antonio Muscolino e Giorgio Cosmacini.

Da non perdere.

Qui sotto il volantino con tutti i particolari.

La salute non è una merce[1]

 

 

 

 

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Da Napoli una piattaforma per la sanità pubblica

Dalla sezione di Medicina Democratica di Napoli mettiamo a disposizione l’atto di Nascita e la piattaforma della Rete per il diritto alla Salute locale .

Si tratta di un documento che vuole condividere e riunire obiettivi, comitati  in un unico movimento per la tutela e la estensione della sanità pubblica.

Diverse sono le assemblee svolte negli ospedali e nei centri sociali, come pure altre iniziative quali mostre itineranti e manifestazioni.
Il 1 Maggio saremo a Bagnoli contro le politiche governative che vogliono espropriare il diritto di controllo popolare sui destini di una delle aree più inquinate d’Italia  per dare un imbellettamento  alla speculazione edilizia senza affrontare i problema ambientale

 

 

Piattaforma completa (SM )

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7 APRILE – GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE – PALAZZO ISIMBARDI, VIA VIVAIO,1 – MILANO ORE 17.30

27156180-7-aprile-testo-giornata-mondiale-della-salute-medico-simbolo-caduceo-sfondo-illustrazione-Archivio-FotograficoRETE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DI MILANO E LOMBARDIA
MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS – ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO – COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO

7 APRILE 1916/ 7 APRILE 2016
GIORNATA MONDIALE DI MOBILITAZIONE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Come ogni anno, il 7 aprile si celebra la giornata mondiale di mobilitazione per il diritto alla salute.

In Europa, i paesi con sistemi sanitari pubblici, in particolare, Inghilterra, Francia, Spagna, Italia hanno subito o stanno subendo pesanti attacchi che hanno messo o stanno mettendo in crisi il diritto universale
alla salute. Il neo liberismo diffuso impone forme sempre più spinte di privatizzazione a partire dai tentativi di diffusione delle assicurazioni sanitarie integrative – e non solo – che vengono sistematicamente introdotte nei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
La sanità viene considerata una merce qualsiasi, oggetto dell’iniziativa del mercato e fonte di profitto.

In solidarietà e in unione con tutti i movimenti, le associazioni e i sindacati che si oppongono alle misure che vanno in quella direzione, compresi in particolare i paventati accordi internazionali TTIP e TISA, le associazioni unite nella Rete per il diritto alla Salute di Milano e Lombardia di cui fanno parte Medicina Democratica, il Forum Civico Metropolitano, l’associazione Senza Limiti onlus (per la difesa degli anziani
cronici non autosufficienti e disabili gravi), l’AIEA (ass. italiana esposti amianto-onlus) hanno deciso di celebrare questa giornata a Milano anche per riflettere sulla recente legge approvata dalla regione Lombardia (n. 23 dell’11 agosto 2015) di evoluzione del sistema sanitario lombardo.

La salute è un bene comune cui non si può rinunciare e che va perseguito. Il sistema sanitario nazionale va difeso, implementato, sostenuto. Si tratta di un diritto costituzionale che richiede, per essere attuato, un’organizzazione sanitaria universale, gratuita e partecipata, basata sulla prevenzione.

Parteciperanno ed interverranno:

Hakim Baya, membro della Commissione internazionale di Solidaires SUD Sante Sociaux (France)

Piergiorgio Duca, presidente di Medicina Democratica (docente di biometria e statistica medica dell’Università di Milano),

Alberto Donzelli esperto di sanità pubblica – fondazione Allineare Sanità e Salute

Giuseppe Natale, portavoce Forum Civico Metropolitano

Andrea Micheli, epidemiologo – esperto europeo di economia sanitaria

Vittorio Agnoletto, medico del lavoro – docente di “globalizzazione e politiche della salute“ –

Università Statale di Milano

Margherita Napoletano – Coordinamento Rappresentanti Lavoratori per la Sicurezza – Sanità

Carlo Parascandolo – Rete per il diritto alla salute di Milano e Lombardia

L’incontro si svolgerà

giovedì 7 aprile dalle ore 17,30 alle ore 20,30

presso la Sala degli Affreschi di palazzo Isimbardi, già sede della Provincia, in via Vivaio, 1 – Milano.


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Per raggiungere Palazzo Isimbardi:

Ingresso da via Vivaio 1 e da corso Monforte 35 – 20122 Milano

MM1: S. Babila – Palestro
TRAM: 9-23-30-29
BUS: 54-61-94

Dall’Aereoporto di Linate:
BUS 73 S. Babila

Dalla Stazione Centrale:
– MM3 Duomo e cambio MM1 S. Babila – Palestro
– TRAM: 9 (Piazza Tricolore)

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Documenti Convegno “Diritto alla Salute e sanità integrativa” del 16/01/2016 – Milano

16 gennaio 2016In questa pagina sono pubblicati gli interventi e i documenti relativi al convegno ” Diritto alla Salute e sanità integrativa” del 16/01/2016 tenutosi a Milano presso la Casa delle Associazioni di via Marsala, 8.


Interventi:


Introduzione di Piergiorgio Duca


prof. Giorgio Cosmacini – docente di storia della medicina e della Sanità dell’Università Vita e Pensiero: “la nascita della sanità pubblica e la sua evoluzione ai giorni nostri”


dott. Alberto Donzelli (esperto di sanità pubblica): “dal mito della prestazione sanitaria alla sanità integrativa”


Aldo Gazzetti (esperto di sanità pubblica): “..la sanità integrativa minaccia la copertura sanitaria di tipo universale (esempio spagna da universale ad assicurativa obbligatoria —–> modello francese e tedesco)? forme di copertura sostitutiva


prof. Piergiorgio Duca – docente di biometria e statistica medica Università di Milano: l’Università serve per la formazione di operatori sanitari e sociali preparati per affermare il diritto alla salute?”


Documenti


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Medicina Democratica Onlus – MILANO SABATO 16 GENNAIO 2016 – CONVEGNO PUBBLICO-TAVOLA ROTONDA: DIRITTO ALLA SALUTE E SANITA’ INTEGRATIVA

front8367992Siamo convinti che in questi ultimi anni si stia mettendo progressivamente in crisi il diritto alla salute. Negli ultimi mesi abbiamo visto prendere misure di tagli (con o senza spending review) al finanziamento del servizio sanitario nazionale e altre misure volte al controllo delle prescrizioni mediche. Non solo ma vengono stabilite limitazioni al diritto di ricevere prestazioni e servizi per le categorie più deboli (anziani cronici, disabili gravi, malati mentali, tossicodipendenti).
Mentre il Servizio Sanitario Nazionale si ritira, vengono proposte polizze assicurative, servizi privati sanitari low cost, più in generale si sta spingendo i cittadini verso la sanità integrativa, anche tramite accordi sindacali. Tutto ciò tradisce lo spirito e la lettera della Costituzione e ribalta i principi della legge istitutiva del Servizi Sanitario Nazionale del 1978.
Vogliamo discutere per capire, ma anche per opporci, quindi per affermare la necessità di mantenere e sostenere un servizio sanitario pubblico efficace, basato sulla prevenzione, con le fondamentali caratteristiche, dell’universalità, la gratuità e la partecipazione.

L’appuntamento è per il 16 gennaio alle ore 9,30 (fino alle 14) presso la Casa delle Associazioni del Comune di Milano via Marsala 8 (MM linea 2 Moscova)


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Interverranno:
prof. Giorgio Cosmacini – docente di storia della medicina e della Sanità dell’Università Vita e Pensiero: “la nascita della sanità pubblica e la sua evoluzione ai giorni nostri”
prof. Piergiorgio Duca – docente di biometria e statistica medica Università di Milano: l’Università serve per la formazione di operatori sanitari e sociali preparati per affermare il diritto alla salute?”
Dott. Alberto Donzelli (esperto di sanità pubblica): “dal mito della prestazione sanitaria alla sanità integrativa”
Aldo Gazzetti (esperto di sanità pubblica): “..la sanità integrativa minaccia la copertura sanitaria di tipo universale (esempio spagna da universale ad assicurativa obbligatoria —–> modello francese e tedesco)? forme di copertura sostitutiva.
Verranno invitati i sindacati per conoscere le ragioni delle richieste di sanità integrativa nei contratti di lavoro.

Per Medicina Democratica: Fulvio Aurora
Per la Rete per il diritto alla salute: Carlo Parascandolo

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COMUNICATO STAMPA: PROCESSO D’APPELLO EX CLINICA SANTA RITA

imagesLa Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Milano ha confermato la pena dell’ergastolo, comminata in primo grado, per il chirurgo della ex Clinica Santa Rita di Milano Pier Paolo Brega Massone, ha ridotto la pena per l’altro chirurgo Fabio Presicci (da 30 a 25 anni) e ha assolto l’anestesista Marco Pansera, come da richiesta del Procuratore Generale. Gli altri imputi “minori” hanno avuto pene ridotte o prescritte.

La  considerazione di Medicina Democratica è in primo luogo che la pena dell’ergastolo deve essere eliminata. Si sottolinea   che per i molti processi dove MD è stata o è   parte civile a riguardo della salute e sicurezza sul lavoro o per inquinamento ambientale nonostante la gravità (ad esempio decine, per non dire centinaia di morti per esposizione all’amianto o infortuni mortali sul lavoro), dove non sono state osservate le norme a tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente, non si è ancora arrivati a condannare per omicidio o disastro doloso e, in non poche occasioni, è intervenuta la prescrizione.

In ambedue i casi il sistema politico e di potere si guarda bene dal farlo: il profitto va in ogni caso salvaguardato.

Non meno nel caso della ex Clinica di cui si parla il sistema politico e sanitario non interviene a modifica delle modalità di finanziamento delle strutture (quello dei DRG – finanziamento a prestazione), nonostante siano state indicate altre modalità in funzione del miglioramento della salute dei pazienti.

Detto questo Medicina Democratica, parte civile in questo processo, difesa dall’avv. Margherita Pisapia, considera accettabile la sentenza; in particolare nota come Marco Pansera ad eccezione degli altri due imputati, nella dichiarazione spontanea ha fatto riferimento ad un minimo di autocritica per il proprio operato.

Fulvio Aurora

Medicina Democratica – Milano

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DOCUMENTI DELL’VIII CONGRESSO NAZIONALE DI MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS

Congresso MDIN QUESTA PAGINA SARANNO MAN MANO PUBBLICATI I LINK AI DOCUMENTI E GLI INTERVENTI DEI PARTCIPANTI AI LAVORI DELL’ VIII CONGRESSO NAZIONALE DI MEDICINA DEMOCRATICA TENUTOSI DAL 19 AL 21 NOVEMBRE A FIRENZE.

INTERVENTI PRIMA GIORNATA (CLICK)

INTERVENTI SECONDA GIORNATA (CLICK)

INTERVENTI TERZA GIORNATA (CLICK)

MOZIONE: LA GUERRA COME NOCIVITA’ ASSOLUTA (CLICK)

COMPONENTI NUOVO DIRETTIVO NAZIONALE (CLICK)



DOCUMENTO CONCLUSIVO del Congresso Nazionale di Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute svoltosi a Firenze il 19-20-21 novembre 2015


PREMESSA
Medicina democratica, movimento di lotta per la salute, non ha mai voluto fare del proprio congresso un’occasione di riflessione e dibattito esclusivamente interni. Sosteneva infatti Giulio Maccacaro nel 1976 a Bologna, nella relazione di apertura del 1° Congresso Nazionale:
“Siamo qui noi, ma non per noi, compagni, ma per altri compagni, tanti, ma i ben più tanti che attendono da Medicina Democratica non solo un messaggio responsabile ma anche un’azione efficace per la salute e l’integrità di chi è oggetto di sfruttamento, emarginazione e repressione, onde questi ne emerga in tutto il suo diritto e la sua capacità di porsi quale soggetto politico primario”.
Ogni successivo congresso, pur nella diversità del contesto che con gli anni si è venuto a presentare, si è sempre caratterizzato per proposte ed iniziative, in continuità con la premessa sopra riportata, caratterizzate dall’impegno a pensare in modo globale.
E’ per questo motivo che il documento conclusivo generale, ma anche quelli dei 6 gruppi di lavoro (aperti anche a non aderenti a MD) vogliono rappresentare l’inizio di un impegno comune che stimoli la nascita di UN NUOVO MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE DEL XXI° SECOLO
Le proposte si rivolgeranno sia ai movimenti e alle associazioni presenti ma anche alle forze per vari motivi assenti, comprese quelle che sembrano impermeabili ai nostri argomenti, incompetenti ad affrontare le problematiche che solleviamo, incapaci di difendere principi e valori della nostra carta costituzionale, pronti a sacrificare al Mercato il Sistema Sanitario Nazionale Universalistico, Equo e Solidale, fondato sulla Fiscalità progressiva, sulla Prevenzione e sulla Partecipazione che l’intelligenza dei padri costituenti e le elaborazioni culturali e le lotte operaie dalla fine degli anni ’50 alla metà degli anni ’70 hanno contribuito a realizzare.

Medicina Democratica promuove in modo attivo e consapevole la difesa dei diritti umani, a partire da quelli fondamentali alla vita e alla salute per tutti gli abitanti del nostro pianeta oggi sempre più a rischio.
Riteniamo pertanto che tutti i lavoratori e i cittadini italiani e non, indipendentemente dalla loro provenienza geografica abbiano diritto, come recita del resto la Costituzione Italiana, alla salute e al lavoro e ciò si può realizzare grazie a :

un lavoro salubre che preveda il rischio zero per l’esposizione ad agenti chimici e fisici cancerogeni, il rispetto del principio di precauzione per quelli per i quali non esistono evidenze certe di assenza di tossicità e/o di cancerogenicità

un lavoro che secondo i principi dell’ergonomia sia adattato all’uomo e non viceversa: l’organizzazione del lavoro non deve prevedere situazioni stressogene (turni estremi, ritmi eccessivi, mobbing e altre molestie), ma deve perseguire il benessere lavorativo: a tal fine ritiene doverose: la revisione della normativa pensionistica per tutte le categorie operaie e, nel pubblico impiego, per i lavori usuranti (per es. infermieri e turnisti e addetti alla cura di pazienti cronici, insegnanti, medici chirurghi e d’urgenza, psichiatri ed altri da individuare ); l’abrogazione o profonda revisione, anche attraverso l’uso dello strumento referendario di quelle parti del Jobs act che non sono a tutele crescenti, ma decrescenti a partire dal ripristino dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e sua estensione anche alle ditte sotto i 15 dipendenti;modifiche al DLgs 81/08, cassando le modifiche del DL 106/09 e aggiungendo un’area specifica sul rischio organizzativo e sul rischio violenza e molestie sul lavoro. Inoltre dovrà essere inserito il reato di mobbing nel C.P.

un ambiente ed a un territorio salubre, a supporto della resistenza e della lotta delle popolazioni.
Sappiamo bene che una sostanza non “cessa di essere tossica quando esce dai confini della fabbrica” e che, come scriveva Lorenzo Tomatis nel 1987,: “ la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”
I numerosissimi esempi – anche nel nostro paese- di drammatiche conseguenze per la salute pubblica conseguenti a gravissime contaminazioni ambientali per insediamenti industriali non sono più tollerabili. A questo proposito alcuni provvedimenti dell’attuale Governo meglio noti come Decreto “Destinazione Italia” e come “Sbocca Italia” ci sembrano andare in direzione nettamente contraria.
Riteniamo comunque che tali nefaste conseguenze siano però intrinseche a questo tipo di economia capitalistica e lineare fondata sull’utilizzo di materie prime, la loro trasformazione per produzione di beni e manufatti che devono a loro volta divenire nel più breve tempo possibile scarti e rifiuti. Tutti ciò non è però in alcun modo più sostenibile: e già oggi un solo pianeta ( l’unico di cui disponiamo!) non riesce più a sostenere l’impronta ecologica dell’uomo.

ad un’assistenza sanitaria pubblica e partecipata, effettivamente gratuita, basata sull’efficacia; adeguata ai bisogni e che si fondi sulla dignità dell’assistito e ne rispetti le scelte;ciò implica una modificazione radicale dell’assetto organizzativo del servizio sanitario nazionale che degenera vieppiù verso un sistema privatistico: fra gli obiettivi di questo VIII Congresso di MD vi sia anche quello di promuovere le necessarie iniziative per ripristinare, anche nel nome quindi, la denominazione nonché le originarie caratteristiche delle Unità Socio Sanitarie Locali con i relativi servizi ed una reale gestione pubblica degli stessi, attraverso la partecipazione della popolazione promuovendo organismi a ciò finalizzati (ad esempio Comitati di Partecipazione popolare costituiti con elezione diretta). Le Case della Salute, devono essere aperte secondo la formulazione partecipata che propose Giulio Maccacaro e non in quella burocratica attuata per esempio in alcune zone della Regione Toscana. Eliminare, anche attraverso l’uso dello strumento referendario, l’attuale gestione monocratica e aziendalistica, fonte di spreco e di clientelismo, con dirigenti di nomina politica e non scelti secondo capacità ed esperienza; eliminare altresì il “sistema che paga la malattia” (DRG) e che produce malattia, per un sistema che paga la salute a quota capitaria pesata per età; a tal proposito le dimissioni ospedaliere per i malati cronici devono prevedere un programma terapeutico – definito dalla Unità Valutativa Multidimensionale – in assistenza domiciliare o, se residenziale, senza oneri per gli assistiti e o i loro parenti. La lotta all’evasione fiscale che attualmente non solo non viene perseguita, ma addirittura incentivata permetterà il recupero dei miliardi di Euro necessari, così come la drastica riduzione delle spese militari

ad una vita indipendente alle persone con disabilità e nello stesso tempo ad avere la possibilità di partecipazione alla vita sociale attraverso la realizzazione di una presa in carico sanitaria, sociale e assistenziale adeguata, garantendo alla persona con disabilità il diritto alle cure e alla riabilitazione al fine di raggiungere la maggior autonomia possibile e il maggior recupero neuro motorio e di partecipazione e inclusione sociale.
Medicina Democratica, in particolare la Sezione di Viareggio, sulla base della sua specifica esperienza, ritiene che accanto a tutti i diritti inalienabili dell’uomo, in particolare se affetto da una lesione di tipo neurologico, ortopedico, cardiologico che può condurre a disabilità e che necessita di trattamento riabilitativo, deve assumere pari rilevanza e dignità “il diritto al recupero”, inteso come il diritto al grado più evoluto di recupero di funzione. Un recupero qualitativamente evoluto può costituire un importante strumento onde evitare l’instaurarsi della disabilità e di lotta contro lo sfruttamento della disabilità a fini di profitto e di consumo.
Medicina Democratica da anni lotta per migliorare le condizioni di accessibilità e di fruibilità degli spazi per tutta la popolazione nel rispetto delle difficoltà di tutti e continuerà a farlo impegnandosi ad ottenere l’applicazione pubblica delle forme di assistenza alle persone con gravi disabilità e alle persone anziane non autosufficienti o con malattie cronico-degenerative contrastando la tendenza in atto che vuole che questi servizi siano a pagamento.

Medicina Democratica si batte per la realizzazione delle Unità Spinali UNIPOLARI sull’intero territorio nazionale, in particolare nelle regioni del Centro e del Sud Italia per garantire la possibilità di cura e riabilitazione per tutte le persone con lesione midollare sia in fase acuta che durante il loro percorso di vita per prevenire ulteriori complicanze e a promuovere Centri per l’autonomia legati alle Unità Spinali, come ad es. a Firenze Medicina Democratica unitamente alla Associazione Paraplegici Toscana hanno promosso la realizzazione di una estensione dell’Unità Spinale per rispondere a diverse esigenze delle persone con lesione midollare; la realizzazione della Casa Gabriella in onore e in memoria di Gabriella Bertini che ha speso la sua vita a lottare per i diritti delle persone disabili permetterebbe a persone con paraplegia e tetraplegia di afferire all’Unità Spinale di Firenze per esigenze diverse (complicanze, bisogno di autonomia, verifica ausili, sport e percorsi di autonomia, ecc..) così come dal progetto predisposto dallo specifico gruppo di lavoro coordinato da Beppe Banchi e da Laura Valsecchi al quale si fa rinvio.

Medicina Democratica si impegna ad approfondire le tematiche connesse ai cambiamenti climatici globali in atto per contrastarne le cause, per affrontare adeguatamente le conseguenze già in atto per quanto riguarda:
-L’incremento inaccettabile di inquinanti persistenti bioaccumulabili (nel merito si richiede che il nostro Paese ratifichi la Convenzione di Stoccolma);
-Gli effetti non preventivamente valutati in modo pubblico e indipendente di nuove tecnologie;
-L’utilizzo dissennato delle risorse fossili oggi utilizzate come combustibili fonte principale di energia per tutti gli usi industriali, domestici e dei trasporti. Medicina democratica sostiene la necessità di uscire da questa situazione disastrosa per il clima e la sanità del pianeta, per passare alle fonti rinnovabili, tra le quali la principale, pulita abbondante ed inesauribile, è costituita dalle radiazioni elettromagnetiche (a luce) provenienti dal Sole. La lotta contro gli enormi interessi aggregati sull’estrazione, commercio ed uso di petrolio, gas naturale e carbone deve essere un nostro impegno permanente. Nella transizione all’energia solare e le altre rinnovabili, che implica la dura lotta contro i potenti interessi economici e politici del moderno capitalismo, la nostra associazione è schierata per il risparmio energetico, quindi contro sprechi ed inquinamenti,e a favore del progressivo impiego delle energie rinnovabili anche in piccola scala locale in base alle opportunità nelle diverse situazioni ambientali. Contrastiamo pertanto con fermezza l’avvio di procedure di estrazioni di idrocarburi sia in terra che in mare purtroppo avviate dall’attuale Governo nel nostro paese anche se contrastate con fermezza dalle popolazioni interessate.

Medicina Democratica si sente altresì parte attiva nella lotta per difendere ed estendere i Beni Comuni: va pertanto ripresa la battaglia per l’applicazione dei risultati referendari sull’acqua a quasi 5 anni dal referendum, ma estendendo la battaglia alla qualità dell’acqua, oggi inquinata in vario modo da solventi, metalli pesanti ed anche dall’ amianto contenuto nelle tubazioni in fibrocemento (in Toscana è in atto una lotta promossa da Medicina Democratica per la sostituzione delle suddette tubazioni). MD, Più in generale, lotta, in connessione con l’Associazione Italiana esposti amianto (AIEA) e il Coordinamento nazionale Amianto (CNA) per l’eliminazione dell’amianto dal territorio nazionale entro il 2020 e per tutto ciò che è stato previsto dal Piano Nazionale Amianto a partire dalla sua approvazione e finanziamento: sorveglianza sanitaria degli ex esposti, cura e ricerca, bonifiche dei siti inquinati, riconoscimento delle malattie professionali asbesto correlate e dei benefici previdenziali di cui alla legge 257/92. Considera latresì necessario che i riconoscimenti delle malattia professioni e degli infortuni sul lavori vengano affidate alle A-USL, come già previsto dalla legge 833/1978. Non ultimo perché nei processi penali che riguardano questa materia (nella gran parte dei quali MD è impegnata come parte civile), venga eliminato l’istituto della prescrizione.

Riteniamo altresì che il concetto di Bene Comune vada esteso anche:
-al lavoro: a questo proposito bisognerà battersi perché a livello normativo, in conformità all’articolo 43 della Costituzione, si pubblicizzino quelle aziende che decidono di abbandonare il nostro paese per andare all’estero; bisognerà che il collettivo operaio entri direttamente in possesso e gestisca il bene requisito ai privati riprendendo il meglio delle storiche esperienze cooperativistiche.
-alle fonti energetiche a cominciare dall’energia elettrica: a questo proposito, pur consci che non si può azzerare da un giorno all’altro l’energia proveniente da fonti inquinanti, riteniamo che debba essere progressivamente estesa la rete di energia proveniente dalle fonti alternative: il fotovoltaico e l’ eolico, privilegiando i piccoli impianti e, nel caso dei grandi impianti, purchè non vadano a discapito dell’agricoltura e della salute degli abitanti che risiedono nelle vicinanze. Verranno contrastate altresì non solo il ricorso all’Energia Nucleare, ma anche ad altre fonti inquinanti come quelle impropriamente definite rinnovabili come biomasse, biocarburanti e geotermia.
Medicina Democratica contrasterà insieme ai movimenti tutte quelle grandi opere aggressive per il territorio e che mettono a repentaglio la salute e la vita dei lavoratori e degli abitanti che vivono nelle aree interessate, a cominciare dal Tunnel della TAV in Val Susa, la cui popolazione è da 20 anni in lotta per difendere il proprio territorio, e dal sottoattraversamento TAV di Firenze (opera assolutamente inutile e nociva per la popolazione, oltre che fonte di scandali e ruberie). Sarà necessaria la riconversione di quei finanziamenti per le tante piccole opere che servono alla rimessa in sicurezza del fragile territorio del nostro Paese (alluvioni continue dal Nord al Sud del paese).

Medicina Democratica continuerà a battersi con i cittadini, i comitati contro l’incenerimento ed ogni altra forma di combustione dei rifiuti promuovendo le gestioni virtuose secondo il principio delle 4 R : Riduzione, Riuso, Riciclo e Recupero della materia. A tal fine l’assurda decisione di iniziare i lavori per il nuovo inceneritore a Firenze – Case Passerini appare una vero e proprio attentato alla Salute Pubblica, considerando anche che a pochi chilometri di distanza si vorrebbe assurdamente allungare la pista dell’Aeroporto di Firenze-Peretola.

Medicina Democratica fa proprio quindi il concetto dell’economia circolare: un modello che pone al centro la sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate. Questa modalità del resto è quella che da sempre regola i processi della Natura ed in cui l’energia necessaria per il funzionamento del sistema proviene da una unica fonte esterna: il sole! Assurda quindi l’incentivazione, per la produzione di energia, a combustione di biomasse, combustibili fossili o rifiuti come è purtroppo la regola nelle nostre società.

Medicina Democratica si batte altresì per la messa definitiva al bando dei pesticidi di sintesi a partire dal famigerato glyphosate, che è un pesticida molto diffuso: è infatti la causa dei sinistri ‘paesaggi arancio’ e dell’attività criminale delle multinazionali quali Monsanto, Bayer, Syngenta, Basf ecc),. Oltre alla tossicità acuta, tra le malattie più frequentemente associate ad esposizione cronica a piccole dosi di pesticidi, ci sono: Parkinson, SLA, Alzheimer, patologie dello spettro autistico, della sfera genitale e riproduttiva, obesità, diabete 2, malattie cardio-respiratorie, celiachia, vari tipi di cancro. Ad esserne colpiti non sono più solo gli operatori agricoli e le rispettive famiglie, ma lo è la popolazione in generale, specie durante le prime fasi della vita.

E’ pure indispensabile opporsi con fermezza agli organismi geneticamente modificati (OGM), alle agro-mafie, all’agro-business, alla declassificazione di pericolosità dei pesticidi di sintesi in atto nel mercato e all’accordo internazionale TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

E’ quindi improcrastinabile la riconversione biologica di tutte le produzioni agricole, per la difesa della salute delle generazioni presenti e future, della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo come elemento centrale degli equilibri della biosfera e come luogo di produzione salubre del cibo. E’ necessario far esplodere la questione pesticidi a livello di opinione pubblica e far crescere un movimento di massa ed un’opposizione forte ai pesticidi ed alle multinazionali del settore ed a favore dell’agricoltura biologica/biodinamica. La Carta di Panzano in Chianti rappresenta un esempio di strumento di lotta e di informazione, dal basso. E’ necessario estendere e potenziare i Biodistretti (come Panzano, Montalbano ed altri).

MEDICINA DEMOCRATICA condivide il punto di vista delle donne sulle questioni di identità di genere e delle lotte per l’affermazione del principio di autodeterminazione.
La presenza delle donne nella società si declina nella sua tripla presenza:
-nel mercato del lavoro, per la sua autonomia economica (almeno parziale)
-nell’ambito della cura e della riproduzione ( ambito familiare, domestico, relazionale e affettivo)
-nella sua partecipazione diretta al cambiamento del sistema capitalistico ( impegno nei collettivi, nelle associazioni, nei comitati e nelle lotte ).
Possiamo affermare che la complessità e la fatica di reggere su più piani ha sicuramente un impatto diretto sulla sua salute, da cui la necessità di indagare con l’ottica di genere, con un atteggiamento non neutrale.
Per quanto riguarda il lavoro la donna si scontra spesso con un’organizzazione del lavoro sempre più gerarchizzata e con impronta maschile: questo fa sì che le donne che non si adeguano a tale organizzazione, vengano emarginate e discriminate.
E’ questa una ragione in più perché la lotta contro l’organizzazione capitalistica del lavoro e della società veda le donne protagoniste.

Medicina Democratica si batte perche venga riconosciuto il Diritto alla salute, al lavoro sano e ad un’abitazione dignitosa per i migranti e i ROM, contro ogni forma di esclusione, emarginazione, discriminazione, razzismo nei confronti di ogni minoranza linguistica, etnica, di genere e scelta sessuale, tutte/i soggetti ai quali vanno garantiti tutti i diritti fondamentali della persona e costituzionalmente sanciti. Si batterà perché i giovani migranti nati e /o cresciuti in Italia siano considerati cittadini italiani.

Medicina Democratica critica l’attuale gestione della salute psico-fisica in carcere, che con il passaggio della medicina penitenziaria alle ASL non ha fatto alcun significativo passo avanti; chiede altresì insieme a Psichiatria Democratica e ad altre associazioni che avvenga la chiusura definitiva degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari con il contemporaneo rafforzamento delle strutture territoriali pubbliche di Salute Mentale, dove inserire gli ex internati degli OPG ne negli stessi OPG, ne al posto di altre strutture psichiatriche esistenti, ribadendo che ogni forma di contenzione va eliminata. Medicina Democratica critica altresi la tendenza della psichiatria al ritorno, anche nei Servizi di Salute Mentale pubblici, ad essere mera dispensatrice di psicofarmaci.

Medicina Democratica si batte per la chiusura definitiva di quegli autentici lager per i migranti denominati CIE.
MD pertanto sostiene le battaglie dei movimenti impegnati nella conquista di nuove regole e nuovi strumenti referendari, peraltro già in uso in Europa, atti a consentire la diretta partecipazione democratica delle popolazioni, alle scelte che riguardano l’uso del territorio, la realizzazione di opere con impatto ambientale e sulla salute, la gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici, il sistema sanitario.

Medicina Democratica si batte contro tutte le guerre, comprese quelle cosiddette umanitarie ed a tal fine ribadisce la propria contarietà a quell’autentico sperpero di denaro pubblico che è la costruzione degli aerei F35. Ritiene altresì che debba essere riconvertita l’intera produzione di armi in Italia e in Europa in beni di pubblica utilità. Chiede anche lo smantellamento nel territorio della Sardegna di tutte le basi militari che hanno pesantemente inquinato vari territori dell’isola provocando un’aumento significativo di morbilità e mortalità per tumore nelle aree interessate.

Medicina Democratica è impegnata ad attuare la propria missione nel territorio, anche attraverso le sezioni, che intende organizzare e rafforzare al meglio, affinché costituiscano punti di aggregazione solidale con i movimenti impegnati nelle battaglie comuni, unendo le competenze in un’ attiva collaborazione politica. Allo scopo MD proseguirà nel percorso di rafforzamento ed attuazione del sistema di regole interno, teso ad assicurare, da parte delle sezioni territoriali, il rispetto dello statuto e la massima trasparenza delle decisioni, della gestione economica, delle modalità di rinnovo delle cariche.
Si attrezzerà in particolare nel prossimo periodo congressuale (3 anni), per un rinnovo del gruppo dirigente e per l’aggregazione di nuovi militanti mettendosi in relazioni con ambiti giovanili: dalle università ai centri sociali (ed altro).


CONCLUSIONI E PROPOSTE
UNA PROPOSTA DI RELAZIONE PERMANENTE FRA ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI ORGANIZZATI: VERSO LA COSTRUZIONE DI UNA RETE NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E AL LAVORO, PER UN AMBIENTE SALUBRE, PER L’UGUAGLIANZA, CONTRO L’ EMARGINAZIONE SOCIALE

Ci riferiamo naturalmente a associazioni e movimenti che contemplino nei loro principi e nei loro modi di operare la difesa dei diritti costituzionalmente garantiti quali:
-Il diritto alla salute non separabile dal diritto al lavoro almeno quanto il diritto al lavoro non può essere separato dal diritto alla salute. Nella storia delle lotte operaie e sindacali, soprattutto in tempi recenti, tale divisione è ricomparsa come “naturale” mentre tra l’inizio degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 era chiaro a tutti che il lavoro non dovesse implicare il sacrificio della salute, così come l’affermazione del diritto alla salute non dovesse implicare la rinuncia al lavoro. Per diritto alla salute intendiamo sì il diritto ad un’organizzazione sanitaria pubblica e partecipata, ma anche quello alla prevenzione, promossa da modi appropriati di vivere, abitare, muoversi, produrre, come sancito anche da Carte Internazionali sottoscritte anche dal nostro paese (Alma Ata 1978; Ottawa 1986).
-Il diritto alla ambiente salubre che comporta una lotta senza quartiere alla nocività degli ambienti di lavoro e di vita e per il risanamento dei territori inquinati, il riutilizzo dei rifiuti contro ogni forma di incenerimento o termovalorizzazione, la produzione ecosostenibile di energia.
-Il diritto all’equità e all’uguaglianza che implica lotta all’emarginazione sociale dei “diversi”: disabili o “diversamente abili”, omosessuali, tossicodipendenti, ROM, immigrati, anziani malati cronici non autosufficienti, poveri, tutti coloro che, relegati ai margini della produzione, sperimentano più che la cura e la assistenza dovute una più o meno palese contenzione.
1) Per promuovere la nascita della Rete proponiamo di organizzare un gruppo di lavoro permanente, indicato dal Congresso e articolato in tre sezioni territoriali che, tra l’altro, presentano specificità di problematiche: sud (Napoli), centro (Firenze), nord (Milano), dando come mandato a tale gruppo quello di prendere contatto con reti, coordinamenti, associazioni già operanti sul territorio nazionale e con possibili aperture agli altri paesi europei, affinché ciascuna entità, pur mantenendo la propria identità e specificità di interessi e di azione, concordi con tutti i partecipanti alla Rete di collaborare per conseguire obiettivi condivisi.

Regola fondante della Rete dovrebbe essere quella di riconoscere a ciascuna entità costituente pari peso e responsabilità, chiamando ciascuna a sottoscrivere l’impegno ad opporsi nei fatti, nelle idee, nelle lotte locali e globali, nella elaborazione politica e culturale, all’attuale deriva anti sociale, anti politica, anti democratica.

2) Università e promozione della salute: ricerca, formazione, informazione e democrazia – Proponiamo un convegno di riflessione da tenersi a Bologna nel 2016 nel quarantesimo anniversario del 1° Congresso Nazionale di Medicina Democratica partendo dalle riflessioni di Piergiorgio Duca:
“Le scelte di governo devono trovare un limite invalicabile nel rispetto dei principi e dei diritti costituzionali dei cittadini: principi e diritti che non possono essere rimessi alla decisione di una maggioranza pro-tempore”

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto individuale e interesse collettivo
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
Le istituzioni di alta cultura hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi, nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato

“La ricerca è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”

“La scienza ha un unico scopo, un unico valore, un’unica dignità: alleviare all’uomo la fatica di essere migliore”

G.A. Maccacaro
Sassari Novembre 1965
“Verso una nuova biologia”

RICERCA
Partecipazione – Trasparenza – Imparzialità – Non neutralità – Finanziamento e conflitti di interesse
Ricerca Farmacologica e Ricerca Epidemiologica: sostenibilità del SSN e partecipazione

FORMAZIONE
Per una medicina a vocazione preventiva, centrata sul paziente, basata sulle evidenze
Di un operatore consapevole di lavorare per un Sistema Sanitario Universalistico, Equo, Solidale

INFORMAZIONE CRITICA
Impegnata nel controllo sistematico delle evidenze scientifiche su cui dovrebbero basarsi le decisioni di politica socio-sanitaria.
Attiva nella ricerca, sperimentazione e promozione di modi e strumenti di partecipazione
Responsabile verso la comunità per la realizzazione di un Consenso Informato di Comunità

3) Un convegno in Val di Susa nel corso del 2016 per sostenere come Medicina Democratica le lotte del Movimento NO TAV.
Per tutte le altre proposte si rimanda ai contenuti dei documenti dei 6 gruppi di lavoro.

L’ASSEMBLEA CONGRESSUALE DI MEDICINA DEMOCRATICA
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE ONLUS

FIRENZE, 21 NOVEMBRE 2015



GRUPPI DI LAVORO


GRUPPO DI LAVORO Partecipazione, prevenzione, salute: la difesa dei diritti sotto attacco (CLICK)

GRUPPO DI LAVORO Donna, Salute, lavoro, doppio lavoro, assenza di lavoro, negazione di servizi e diritti (CLICK)

GRUPPO DI LAVORO Inquinamento urbano e salute (CLICK)

GRUPPO DI LAVORO Salute e agricoltura

GRUPPO DI LAVORO Lavoro, nocività e prevenzione: mobbing, tumori, infortuni, strategie di lotta e iniziative di legge e giudiziarie

GRUPPO DI LAVORO Salute mentale, psichiatria, OPG

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MILANO SABATO 16 GENNAIO 2016 – CONVEGNO PUBBLICO-TAVOLA ROTONDA: DIRITTO ALLA SALUTE E SANITA’ INTEGRATIVA

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LA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO-TAVOLA ROTONDA E’ GRATUITA.

Siamo convinti che in questi ultimi anni si stia mettendo progressivamente in crisi il diritto alla salute. Negli ultimi mesi abbiamo visto prendere misure di tagli (con o senza spending review) al finanziamento del servizio sanitario nazionale e altre misure volte al controllo delle prescrizioni mediche. Non solo ma vengono stabilite limitazioni al diritto di ricevere prestazioni e servizi per le categorie più deboli (anziani cronici, disabili gravi, malati mentali, tossicodipendenti).
Mentre il Servizio Sanitario Nazionale si ritira, vengono proposte polizze assicurative, servizi privati sanitari low cost, più in generale si sta spingendo i cittadini verso la sanità integrativa, anche tramite accordi sindacali. Tutto ciò tradisce lo spirito e la lettera della Costituzione e ribalta i principi della legge istitutiva del Servizi Sanitario Nazionale del 1978.
Vogliamo discutere per capire, ma anche per opporci, quindi per affermare la necessità di mantenere e sostenere un servizio sanitario pubblico efficace, basato sulla prevenzione, con le fondamentali caratteristiche, dell’universalità, la gratuità e la partecipazione.

L’appuntamento è per il 16 gennaio alle ore 9,30 (fino alle 14) presso la Casa delle Associazioni del Comune di Milano via Marsala 8 (MM linea 2 Moscova)


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Interverranno:
prof. Giorgio Cosmacini – docente di storia della medicina e della Sanità dell’Università Vita e Pensiero: “la nascita della sanità pubblica e la sua evoluzione ai giorni nostri”
prof. Piergiorgio Duca – docente di biometria e statistica medica Università di Milano: l’Università serve per la formazione di operatori sanitari e sociali preparati per affermare il diritto alla salute?”
Dott. Alberto Donzelli (esperto di sanità pubblica): “dal mito della prestazione sanitaria alla sanità integrativa”
Aldo Gazzetti (esperto di sanità pubblica): “..la sanità integrativa minaccia la copertura sanitaria di tipo universale (esempio spagna da universale ad assicurativa obbligatoria —–> modello francese e tedesco)? forme di copertura sostitutiva.
Verranno invitati i sindacati per conoscere le ragioni delle richieste di sanità integrativa nei contratti di lavoro.

Per Medicina Democratica: Fulvio Aurora
Per la Rete per il diritto alla salute: Carlo Parascandolo

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16 gennaio 2016

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COMUNICATO STAMPA: DOCUMENTO PER I PARLAMENTARI EUROPEI

downloadDOCUMENTO PER I PARLAMENTARI EUROPEI:
Un impegno per la Sostenibilità e la Salute

Alla cortese attenzione dei mezzi di stampa,

La Rete Sostenibilità e Salute (RSS), che riunisce 21 associazioni attive sui temi della salute e della sostenibilità, ha pubblicato sul proprio sito un documento in cui richiede ai parlamentari europei un serio impegno per la tutela della salute dei cittadini europei (in allegato). Il documento è stato inviato ai parlamentari italiani e il nominativo di coloro che lo sottoscriveranno sarà a breve pubblicato sul sito della RSS.

Nel documento la RSS richiede la tutela dei beni comuni, cosi come adeguate politiche nella gestione dei rifiuti, degli inquinanti ambientali e nell’agricoltura, enfatizzando l’importanza dell’equità e dei determinati sociali di salute. Si richiedono, inoltre, una serie di azioni a tutela dei servizi sanitari, quali per esempio porre limiti più rigorosi al marketing di prodotti sanitari, farmaci, dispositivi medici, cosi promuovere azioni di prevenzione tramite leggi e direttive che prevedano di usare le risorse destinate alla sanità in modo più appropriato, favorendo la riduzione di esami e trattamenti che apportano scarsi benefici e rischiano di procurare danni, e facilitando l’adozione di corrette abitudini di vita.

“La nostra salute dipende ormai da ampi processi riguardanti la sfera socio-economica ed ambientale che non possono che essere tutelati in ambito europeo. E’ possibile farlo ed è arrivato il tempo di agire.” riporta il portavoce della rete Jean-Louis Aillon.

Rete Sostenibilità e Salute

Media relation Rete Sostenibilità e Salute
– Portavoce: Jean-Louis Aillon – rete@sostenibilitaesalute.org
– Sito: www.sostenibilitaesalute.org
– Pagina Facebook: Rete Sostenibilità e Salute

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